FAQ

In questa sezione rispondiamo ad alcune delle tante domande che riceviamo tutti i giorni dai nostri clienti. Abbiamo cercato di essere chiari e concisi per fornirvi le principali informazioni non citando qui riferimenti normativi o la giurisprudenza in materia.

Data la complessità degli argomenti e la molteplicità delle casistiche, non esitate a contattarci senza impegno per qualsiasi chiarimento: saremo lieti di fornirvi la nostra consulenza.

  • 1. DATORE DI LAVORO - Quali sono i principali obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza?

    Il datore di lavoro deve garantire ambienti sicuri, valutare i rischi, formare i lavoratori e nominare figure come il RSPP e il medico competente, se necessario. Deve predisporre il DVR, fornire DPI, verificare la sicurezza delle attrezzature e vigilare sul rispetto delle regole. Tutto parte da un’organizzazione chiara e da una gestione attiva della prevenzione.

  • 2. DATORE DI LAVORO - Cosa succede se il datore di lavoro non rispetta gli obblighi di sicurezza?

    Oltre ai rischi per la salute dei lavoratori, ci possono essere sanzioni economiche, penali e la sospensione dell’attività. In caso di infortuni, le responsabilità aumentano. La mancata gestione della sicurezza può anche danneggiare la reputazione dell’azienda e compromettere i rapporti con clienti e fornitori.

  • 3. DATORE DI LAVORO - Il datore di lavoro può delegare gli obblighi in materia di sicurezza?

    Può delegare alcuni compiti a persone competenti, ma deve farlo in modo formale e chiaro. La delega deve essere scritta e accettata dal delegato. Tuttavia, alcuni obblighi – come la valutazione dei rischi e la nomina del RSPP – restano comunque sotto la sua responsabilità.

  • 4. DATORE DI LAVORO - Chi è responsabile della sicurezza in un’azienda a conduzione familiare?

    Anche in un’azienda familiare ci sono obblighi di sicurezza. Se ci sono lavoratori, anche familiari, è necessario valutare i rischi, formare le persone e predisporre le misure di prevenzione. Il datore di lavoro, anche se è un familiare, è comunque responsabile della sicurezza.

  • 5. DATORE DI LAVORO - Serve fare qualcosa anche se l’azienda ha solo un lavoratore?

    Sì, la sicurezza sul lavoro non dipende dal numero di dipendenti. Anche con un solo lavoratore è necessario valutare i rischi, fornire la formazione e predisporre il DVR. È importante garantire condizioni sicure in ogni caso, anche se l’attività sembra “piccola”.

  • 6. DATORE DI LAVORO - Siamo due soci lavoranti con uguali poteri, cosa dobbiamo fare per la sicurezza?

    Il socio lavorante è equiparato a un lavoratore a tutti gli effetti; quindi, dovrete adottare tutte le misure e i documenti a tutela della sicurezza, allo stesso modo di una normale società con dipendenti. Il consiglio è di individuare chi sarà il datore di lavoro – non solo a livello ufficiale, ma anche in concreto – di conseguenza l’altro sarà il lavoratore.

    In breve, dovrete dotarvi di:
    Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) firmato dal socio individuato come datore di lavoro
    • formazione di almeno un addetto incendio e di un addetto al primo soccorso
    formazione lavoratori generale e specifica basso / medio / alto rischio del socio lavoratore.

    In ultimo ti anticipo che non appena entrerà in vigore la nuova normativa in materia di formazione sicurezza, anche il datore di lavoro, per il fatto di essere tale, dovrà fare uno specifico corso.

  • 7. PREPOSTO – Chi sono i preposti? Sono obbligato ad averli? Come faccio a nominarli?

    Ecco alcuni esempi che aiutano a capire meglio la questione preposti:

    1. Preposto è chiunque sovrintenda ad altri lavoratori, chi dà in concreto ordini, colui al quale i colleghi si rivolgono per lo svolgimento delle attività quotidiane, a prescindere da corsi svolti, nomine firmate, livello contrattuale, stipendio, ecc…
    2. Preposto non è solo chi sia stato ufficialmente incaricato, ma anche chi di fatto svolge il ruolo senza alcun incarico formale
    3. Tutti i lavoratori che svolgono in concreto il ruolo di un preposto devono essere sia formati come tali che individuati formalmente dal datore di lavoro
    4. Anche senza firma dell’incarico o nomina ufficiale il preposto individuato è tenuto al rispetto dei suoi obblighi

    Per maggiori info in merito, considerata la complessità e delicatezza della questione, vi invitiamo a consultare l’articolo Chi sono i Preposti – come individuarli.

  • 8. PREPOSTO - Devo per forza avere i preposti? Quanti ne servono?

    Dipende dalla tua organizzazione aziendale.
    La legge non obbliga a individuare uno o più preposti, ma, se presenti, devono essere ufficialmente nominati, ad esempio facendo firmare una nomina.

    Possibili preposti sono capo turno, capo ufficio, capo cantiere, responsabile di reparto, cioè qualsiasi lavoratore che sovrintende ad altri lavoratori, chi in concreto dà gli ordini, chi fa da riferimento agli altri lavoratori per lo svolgimento quotidiano delle attività. È importante individuare come preposti quei lavoratori che di fatto lo sono.
    Attenzione: per la legge è preposto sia chi è ufficialmente nominato / delegato, sia chi svolge tale ruolo “di fatto”.

    Per maggiori info in merito, considerata la complessità e delicatezza della questione, vi invitiamo a consultare l’articolo Chi sono i Preposti – come individuarli.

  • 9. PREPOSTO – Il preposto deve essere pagato di più per le sue responsabilità?

    La legge indica che i contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire un contributo da versare al preposto per lo svolgimento delle attività di vigilanza.

    In quanto persona in possesso di alte competenze professionali per poter svolgere adeguatamente il proprio lavoro, presumibilmente un preposto gode già di un livello contrattuale e di stipendio superiore ai colleghi ai quali sovrintende. L’eventuale emolumento aggiuntivo è, quindi, una possibilità e non un obbligo, come chiaramente indicato nella normativa in vigore.

    Per maggiori info in merito, considerata la complessità e delicatezza della questione, vi invitiamo a consultare l’articolo Chi sono i Preposti – come individuarli.

  • 10. RLS - Devo per forza nominare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza?

    Un’impresa non è obbligata di fatto ad avere il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) poiché, a differenza di altre figure della sicurezza, tale ruolo di non deriva da una nomina obbligatoria da parte del datore di lavoro, ma da un’elezione facoltativa dei lavoratori e inoltre non sono previste sanzioni in caso di assenza di nomina del RLS.

    Esiste tuttavia l’obbligo di informare i lavoratori circa questo importante diritto e permettere loro di organizzare l’elezione scegliendo per il ruolo uno di loro o una figura territoriale attraverso associazioni di categoria o rinunciando a tale diritto. Consigliamo caldamente di dare evidenza scritta, datata e firmata di quanto sopra.

    Soprattutto in aziende di dimensioni medio-grandi, è bene comunque che il ruolo sia presente in quanto risulterebbe poco credibile che nessuno dei lavoratori voglia fare il RLS e non voglia essere rappresentato neanche dal Rappresentante territoriale.

  • 11. RLS – Mi ha contattato la mia associazione di categoria dicendo che devo inviare il DVR e il nominativo del RLS, cosa devo fare? Ho sentito che in caso di mancanza di alcuni documenti o di risposta chiamano l’ASL / ATS, è vero?

    In questi casi non si è obbligati a dare nessun tipo di risposta e soprattutto documentazione, a prescindere che tu sia un loro associato o meno: le associazioni di categoria non sono pubblici ufficiali o altro ente autorizzato a fare controlli. Non sei neppure obbligato ad associarti a loro, né a far eleggere il loro RLS territoriale – incluso o meno nella quota associativa.

    Se invece il contatto è da parte del loro RLST (RLS territoriale) eletto dai tuoi lavoratori il quale richiede, ad esempio, copia del DVR, vige l’obbligo di fornirne una copia, come previsto dalla normativa.

    In tutti gli altri casi invece nessuna associazione di categoria ha alcun titolo per pretendere documenti riservati aziendali; informati invece richiedendo loro il riferimento normativo per il quale saresti obbligato a fornire quello che chiedono.

  • 12. RLS – Mi spiegate meglio questa cosa dell’elezione o nomina del RLS? Non ho capito cosa devo fare

    Il ruolo di RLS non basa su di una nomina fatta dal datore di lavoro (si rimanda alla FAQ su questo argomento), ma su una elezione o designazione che i lavoratori hanno facoltà di fare.

    Se all’interno dell’azienda sono presenti rappresentanze sindacali, allora è preferibile che il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza venga scelto tra uno o più di lavoratori che già svolgono il ruolo di Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU): in tal caso si parla di “designazione”.

    Se invece non sono presenti RSU nella tua azienda, o quelli presenti dovessero rinunciare a svolgere il ruolo di RLS, i lavoratori possono scegliere come loro RLS un qualsiasi altro collega che abbia dato disponibilità a ricoprire tale ruolo: in tal caso si parla di “elezione”.

    Per quanti ti riguarda come datore di lavoro, a te di fatto non cambia nulla.

  • 13. RLS - Quanti RLS devo avere?

    La normativa suggerisce solamente questo dato:

    • 1 RLS nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori
    • 3 RLS nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori
    • 6 RLS in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.

    Si segnala che non ci sono sanzioni qualora non venga rispettato il numero minimo di RLS indicato sopra.

    Inoltre si consiglia di consultare il proprio CCNL in quanto a volte nei contratti collettivi sono indicate alcune specifiche da rispettare per quanto concerne la figura del RLS.

  • 14. DVR e VALUTAZIONE DEI RISCHI – Se sono da solo devo fare il DVR?

    No, se sei da solo, a prescindere dalla forma societaria, non devi fare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Non hai nessun obbligo in materia di sicurezza se non quello di proteggerti con i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e utilizzare attrezzature a norma di legge.

  • 15. DVR - Ogni quanti anni devo aggiornare il documento di valutazione dei rischi?

    Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) non ha una scadenza definita dalla legge, ma deve essere mantenuto aggiornato con l’evolversi dell’azienda o della normativa vigente in materia. Può succedere che in un anno debba essere aggiornato più volte, ad esempio per acquisto di nuovi macchinari o inserimento di una nuova mansione; così come che non venga aggiornato per qualche anno se tutto dovesse rimanere invariato.

    Ci sono però alcune valutazioni di rischi specifici che necessitano per legge di un aggiornamento periodico, come ad esempio la valutazione del rumore che deve essere rinnovata almeno ogni 4 anni.

  • 16. DVR RUMORE E VIBRAZIONI - Ogni quanti anni devo aggiornare queste valutazioni?

    La valutazione del rumore e delle vibrazioni meccaniche al sistema mano-braccio e corpo-interno devono essere fatte almeno ogni 4 anni o anche prima in caso di modifiche sostanziali al ciclo produttivo. Stesse modalità anche per la valutazione dei Campi Elettromagnetici (CEM) e delle Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA).

  • 17. DVR - Cos’è il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)?

    È un documento obbligatorio che contiene l’analisi dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro e le misure adottate per eliminarli o ridurli. Serve per organizzare in modo efficace la prevenzione. È uno strumento pratico per sapere cosa fare e come agire per lavorare in sicurezza.

  • 18. DVR - Chi deve redigere il DVR?

    Il DVR deve essere predisposto dal datore di lavoro, ma in collaborazione con il RSPP, il medico competente (se previsto) e con il contributo dei lavoratori. È importante che sia realizzato da chi conosce bene l’azienda e i suoi rischi reali, per essere davvero utile.

  • 19. DVR - Ogni quanto tempo va aggiornato il DVR?

    Il DVR va aggiornato in caso di cambiamenti significativi, come l’introduzione di nuove attrezzature, modifiche nei processi produttivi o dopo un infortunio. In ogni caso, è buona prassi rivederlo periodicamente per mantenerlo sempre attuale ed efficace.

  • 20. DVR - È obbligatorio allegare il piano di emergenza al DVR?

    Dipende dalla dimensione dell’azienda e dal tipo di attività. In alcuni casi è obbligatorio, in altri è comunque consigliato. Avere un piano di emergenza ben strutturato aiuta tutti a sapere cosa fare in caso di incendio, evacuazione o altri eventi critici.

  • 21. DVR - Il DVR deve essere firmato da qualcuno?

    Sì, deve essere firmato dal datore di lavoro, dal RSPP, dal medico competente (se presente) e dal RLS. Le firme confermano che tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza sono a conoscenza della valutazione dei rischi e delle misure adottate.

  • 22. FORMAZIONE e ADDDESTRAMENTO - Quante ore dura e ogni quanti anni va fatta la formazione lavoratori?

    La formazione lavoratori è divisa in due “parti”:

    • GENERALE. La formazione generale è comune a tutti i lavoratori, dura 4 ore e non ha scadenza. Può essere svolta in presenza, in videoconferenza o in e-learning
    • SPECIFICA. Dipende dal settore di attività dell’azienda e dalla mansione svolta dal lavoratore. Ad oggi è divisa in tre diversi livelli di rischio, correlati al codice Ateco dell’azienda.
      La formazione per il rischio basso dura 4 ore e può essere svolta in presenza, in videoconferenza o in e- learning. Le formazioni per rischio medio (8 ore) e il rischio alto (12 ore) possono essere entrambe svolte solo in presenza o in videoconferenza.
      In caso di variazione di mansione o cambio lavoro in azienda di altro settore, la formazione specifica deve essere rifatta o almeno integrata con i differenti rischi ai quali il lavoratore è esposto
    • AGGIORNAMENTO. La formazione specifica, a prescindere dal livello di rischio, deve essere mantenuta aggiornata con almeno 6 ore di aggiornamento ogni 5 anni
  • 23. FORMAZIONE e ADDDESTRAMENTO - Quando deve essere fatta la formazione sulla sicurezza?

    La formazione deve essere fatta prima che il lavoratore inizi l’attività, oppure al massimo entro i primi giorni. Deve essere aggiornata periodicamente e ripetuta in caso di cambio mansione o dopo modifiche significative nell’organizzazione. È fondamentale che sia fatta prima di esporsi a rischi.

  • 24. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Chi deve tenere i corsi di formazione?

    I corsi devono essere tenuti da docenti qualificati e con esperienza nella materia. Devono essere in grado di trasmettere i contenuti in modo chiaro, coinvolgente e comprensibile. Non basta conoscere la teoria, è importante anche saperla applicare ai contesti reali di lavoro.

  • 25. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Che differenza c’è tra formazione e addestramento?

    La formazione trasmette conoscenze teoriche e pratiche, mentre l’addestramento è più operativo: serve per imparare ad usare in sicurezza un’attrezzatura o svolgere una mansione specifica. L’addestramento si fa “sul campo”, con prove pratiche, sotto la guida di una persona esperta.

  • 26. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Serve fare la formazione anche per i lavoratori con esperienza?

    Sì, perché l’esperienza non sostituisce la formazione obbligatoria. Anche chi lavora da anni deve conoscere le regole attuali, aggiornarsi su nuovi rischi e mantenere la consapevolezza. Inoltre, la formazione formalizza le competenze e dimostra che l’azienda è in regola.

  • 27. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - La formazione può essere fatta online?

    In molti casi sì, come ad esempio la formazione generale e l’aggiornamento dei lavoratori. Tuttavia, per alcuni corsi specifici come ad esempio il corso preposti o per tutti i corsi dove è prevista una parte pratica pratico è necessario svolgere una parte in presenza. L’importante è che i contenuti siano chiari, aggiornati e che sia possibile verificare l’effettiva partecipazione dell’allievo.

    Si ricorda che la presenza è equiparata alla videoconferenza (Formazione a Distanza Sincrona, ovvero streaming in diretta con il docente). Altra cosa invece la formazione online Asincrona (E-learning) nella quale il corsista si può collegare quando vuole ascoltando contenuti preregistrati.

  • 28. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Come si dimostra che un lavoratore ha fatto la formazione?

    Attraverso l’attestato di partecipazione, firmato e completo delle informazioni essenziali (dati del partecipante, ore, argomenti, ente formatore). È importante conservare questi attestati in azienda e tenerli sempre aggiornati, pronti per eventuali controlli.

  • 29. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Chi controlla se i lavoratori sono formati?

    I controlli possono essere fatti dagli organi di vigilanza (es. ATS) durante ispezioni o in caso di infortunio. In quei momenti viene verificata la presenza degli attestati, la loro validità e la coerenza con i ruoli e le mansioni svolte in azienda.

  • 30. FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO - Posso fare un solo corso per tutti i lavoratori?

    Solo in parte. Tutti devono seguire la parte generale, ma la parte specifica varia a seconda del ruolo, dei rischi e dell’attività. Ad esempio, un impiegato d’ufficio non ha le stesse esigenze formative di un operaio in produzione. È importante personalizzare la formazione.

  • 31. INFORTUNI – Quando parte il procedimento penale a seguito di un infortunio?

    Il procedimento penale parte se la prima prognosi ha una durata superiore a 40 giorni.

    In base alla dinamica dell’infortunio, il procedimento penale può tuttavia partire anche se la prima prognosi è inferiore o uguale a 40 giorni, ma la durata totale dell’infortunio supera i 40 giorni, considerando quindi anche le eventuali successive prognosi. Un esempio pratico: un conto è un infortunio dovuto a una caduta accidentale a causa di una storta, completamente diverso è se l’infortunio è stato causato da un macchinario privo di protezioni.

  • 32. INFORTUNI – Se sul luogo di lavoro un lavoratore si fa male e necessita di andare al pronto soccorso, è meglio chiamare l’ambulanza o portarlo noi all’ospedale?

    All’atto pratico, se viene chiamato il 112 e si fa uscire l’ambulanza, è altamente probabile che in breve tempo, spesso nell’immediato, venga effettuato anche un controllo in azienda da parte di ATS / ASL e Carabinieri. Se l’infortunato invece viene portato al pronto soccorso con mezzi propri o aziendali, spesso non ci saranno controlli, quantomeno nell’immediato.

    In ogni caso, ci teniamo a ribadire che la salute e la sicurezza dell’infortunato devono sempre avere priorità massima; pertanto, non si deve esitare a chiamare i soccorsi qualora lo si ritenga necessario.

  • 33. INFORTUNI – L’infortunio in itinere è riconosciuto se avviene entro mezz’ora dall’inizio / fine del lavoro?

    Questa è una domanda molto comune, soprattutto da parte dei lavoratori durante i corsi di formazione.

    La tempistica, cioè quando avviene l’infortunio, non conta: basti pensare a un lavoratore che da Brescia si sposti a Milano avendo come tempo di viaggio circa un’ora. Quello che conta è se l’infortunio avviene percorrendo la normale strada per recarsi al lavoro, senza che vengano effettuate deviazioni – fatte salve alcune eccezioni – e se l’uso del mezzo di trasporto proprio era obbligato, senza avere, cioè, a ragionevole disposizione dei mezzi pubblici.

HOLD UP S.R.L.
Sede legale: via Oberdan 10,
25128 Brescia
P.iva/CF: 03844840987
Cap. Soc.: 50.000 € i.v.
REA: BS - 567717
Codice SDI: SUBM70N

CONTATTI
Email: info@holdupsrl.it
Pec: sicurzetasrl@legalmail.it

UFFICIO BRESCIA
Via Buozzi 1, 25125
Tel: 030 5357403

UFFICIO MONTICHIARI (BS)
Via Mantova 149/C, 25018
Tel: 030 9961131

Accreditamento Regione Lombardia per la Formazione (N.1404 del 04/03/2024)
Certificazione Qualità UNI EN ISO 9001:2015
Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022
MOG D.Lgs. 231/2001
Centro di Formazione AiFOS (codice n. A2343)